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Betibù

Betibù (Claudia Piñeiro)
Pubblicata su Ciao.it: 23/02/12
Pubblicata su Libri e Libretti: 27/05/12

"Betibù" di Claudia Piñeiro è un libro piacevolissimo. Si legge quasi furiosamente e senza interruzioni. Trecento pagine che volano via e si bruciano in una notte.

La trama è relativamente semplice da seguire ma, allo stesso tempo, abbastanza complessa da appassionare. Il libro inizia con l'omicidio In un quartiere riservato ai ricchi, super protetto e controllato, di un uomo che viene sgozzato in casa. come era accaduto alla moglie tre anni prima.

Lanciato l'amo del giallo la Piñeiro apre le porte ai personaggi. Nurit Iscar, scrittrice in crisi, soprannominata “Betibù” per la somiglianza al personaggio dei cartoon Betty Boop. Jaime Brena, maturo giornalista di cronaca nera che aveva seguito l'indagine tre anni prim per poi essere trasferito ad un altra szione del quotidiano. Il suo sostituto, un giovane cronista ancora inesperto, appassionato di tecnologia che ritrova o trova la passione per la professione. 

Ai tre principali si affiancano un'altra serie di personaggi magnificamente caratterizzati così come alla storia principale si affiancano storie parallele che aumentano l'attenzione verso il racconto senza però mai distrarla realmente.
Il romanzo fila agilmente tra le indagini, la critica ironica della vita all'interno del Country Village, le lezioni di giornalismo dell'anziano al giovane cronista, amori che sono finiti e altri che potrebbero nascere, fino ad arrivare alla conclusione volutamente confusa ed incerta o, forse, più legata

La cena

La cena - Herman Koch
Pubblicata su Ciao.it: 01/02/12
Pubblicata su Libri e Libretti: 12/05/12  
 
Inutile nascondere che dopo aver letto "La cena" di Herman Koch si resta molto turbati. Il libro è inquitante e terribilmente cinico. Una libro molto interessante ma sconvolgente.

Si comincia con quello che appare un normale racconto di vita quotidiana. Due coppie, due fratelli con le relative mogli, organizzano una cena perché devono parlare, parlare dei propri figli. Si intuisce che è successo qualcosa ma che cosa lo si scopre molto lentamente, un pezzettino per volta, nel corso del racconto.
 
Allo stesso tempo si scoprono, sempre un piccolo pezzo per volta, i quattro protagonisti, i loro problemi, i loro rapporti, i loro pensieri reali ed i loro pensieri espressi.

Mentre la cena procede Koch distribuisce senza risparmiarsi inquietanti messaggi sulla differenza tra ciò che appare o che si vuole far apparire e ciò che si è realmente, ciò che si pensa dentro di sè.
 
Avremo così da un lato un formalismo di maniera, un perbenismo, un atteggiamento politically correct che si scontra frontalmente con il loro intimo cinismo, il loro disprezzo per etica e morale.

Pagina dopo pagina non solo si svela l'episodio di violenza gratuita ed incomprensibile che ha dato origine alla cena di chiarimento ma soprattutto si scopre che alla base c'è anche altra violenza, altro disprezzo per gli altri, altro perbenismo di facciata.
 
Quando già si è sconvolti da ciò che è emerso si arriva all'epilogo che affossa ulteriormente ogni speranza.

Koch, forse giustamente, non si attarda troppo nel delineare i personaggi ed il contorno ma concentra tutta la sua attenzione sul loro essere e sul loro apparire mostrando le loro terribili incongruenze senza badare troppo ai dettagli della loro vita (salvo quando sono necessari per sviluppare ancora di più il problema del loro cinismo).
 
Un libro notevole e intenso ma anche molto preoccupante. Quanto di quello che Koch fa emergere è presente nella nostra società, nei nostri amici, nelle nostre famiglie, in noi stessi?

Visto per Shanghai

Pubblicata su Ciao.it: 27/12/11
Pubblicata su Libri e Libretti: 12/04/12  

"Visto per Shanghai" è il secondo romanzo di di Qiu Xiaolong, scrittore cinese nato a Shanghai che vive negli Sati Uniti. Il primo romanzo “La misteriosa morte della compagna Guan” aveva ottenuto un ottimo successo per aver ambientato un poliziesco in Cina ed aver saputo raccontare la vita cinese quotidiana.

Elementi che si ritovano in toto anche in "Visto per Shanghai". Non solo ritorna il protagonista principale, il giovane ispettore capo Chen Cao, ma sostanzialmente tutti i protagonisti del precedente volume: il collega Yiu, il responsabile politicio Li, l'amico soprannominato il cinese d'oltremare e tanti, tanti altri.

In un impianto quindi molto simile a quello del romanzo precedente Xiaolong continua la sua descrizione della Cina degli anni recentissimi del passaggio dall'economia socialista a quella di mercato, dei conflitti sociali sopiti ma presenti tra i nuovi ricchi, l'apparato del partito e chi non ha potuto superare gli errori ed orrori dei periodi più duri del maoismo. 

Continua anche il suo racconto attraverso la poesia cinese antica e moderna, presenza costante non solo come riferimento ma con i versi delle poesie stesse nelle pagine del libro. Continua ad illustrarci i locali, la vita di Shangahi e la cucina cinese con la sua indescrivibile quantità di piatti ed ingredienti.

Non poteva essere diversamente dato che il suo personaggio non solo è l'ispettore capo della sezione casi speciali di Shanghai ma è anche un traduttore dall'inglese, un esperto ed amante della cucina tradizionale cinese oltre che un poeta.

A tutti gli elementi, in qualche modo classici (se così si possono definire), dei due romanzi qui si aggiunge un pizzico di internazionalità. Non solo Chen si trova a dover collaborare con Catherine Rohn, ispettrice dell'U.S. Marshals Service ma anche a combattere contro le triadi e le loro frange internazionali.

Ad alcuni questo secondo romanzo è piaciuto meno del primo. Ma, a mio giudizio, sono proprio gli elementi che alcuni evidenziano come negativi che invece ne rafforzano il valore e l'interesse. Se si legge "Visto per Shanghai" come un semplice romanzo giallo o poliziesco si possono indubbiamente trovare delle sbavature (ad esempio il discutibile scontro a fuoco, anzi a colpi di ascia e molotov verso il finale) ma il libro va letto un po' sopra il semplice piano di lettura della trama gialla. Molte di quelle che ad una lettura superficiale sembrano essere inutili divagazioni, inutili elementi di disturbo fanno invece parte integrante della struttura del romanzo e del racconto. Simenon inseriva descrizioni culinarie abbastanza dettagliate, Xiaolong ovviamente parla della cucina cinese. Molti scrittori gialli scrivono del degrado sociale dei luoghi dove ambientano i loro romanzi, Xiaolong scrive dello stravolgimento della politica economica cinese. Inoltre la presenza tra i protagonisti di una donna americana fa risaltare aanche ulteriori problemi: l'immigrazione, il controllo delle nascite e la condizione delle donne cinesi.

Un romanzo da leggere nei suoi diversi livelli senza farsi dominare da uno solo ma seguendo la trama come si sviluppa accettando le preziosissime divagazioni culturali, poetiche e culinarie.

La donna nel quadro

Pubblicata su Ciao.it: 10/12/11
Pubblicata su Libri e Libretti: 05/04/12 

"La donna nel quadro", dello scrittore premio Pulitzer 2002 con "Il declino dell’impero Whiting" Richard Russo, è un romanzo corposo e sostanzioso. Corposo perché supera le 600 pagine e sostanzioso perché non si risparmia nell'intrecciare personaggi e storie in un arco temporale anche abbastanza lungo.

Il romanzo, ovviamente, può piacere o non piacere ma non si può negare che abbia una certa capacità di attrarre il lettore e trascinarlo nella lettura. Ognuno infatti può trovare nel libro la storia che preferisce e seguirla considerando le altre storie appendici della prima. Allo stesso modo ciascun lettore può trovare il personaggio da amare (o magari da odiare) e seguirlo lungo le 600 pagine considerando gli altri personaggi al massimo come coprotagonisti.
Quindi, mettetevi comodi eleggete il vostro protagonista o la vostra storia portante e lasciatevi condurre da Russo.

Vi presenterà: Louis Charles detto Lou anzi detto Lucy (il primo giorno di scuola la maestra all’appello lo aveva chiamato Lou C.), sua madre e suo padre prima distributore di latte e poi piccolo negoziante, vi presenterà Sarah che poi diventerà sua moglie e soprattuto vi presenterà Bobby il suo amico del cuore che diventerà pittore.
 
Vi racconterà la storia di Thomaston (misteriosa cittadina nello stato di New York, della scuola della città, dei conflitti generazionali, sociali e razziali. Vi racconterà difficoltà di una famiglia, poi quelle di un'altra. Vi parlerà di contrasti tra padre e figlio, di primi amori che sbocciano, di altri che sembrano non sbocciare mai, di donne intelligenti e uomini spesso sciocchi o semplicemente "lenti" nel comprendere. Ci sarà un po' di violenza, qualche disastro, una crisi economica della città ed una della famiglia, ci sarà malattia ed amore. Vi descriverà il buono, troppo buono, ed il duro, troppo violento. Affronetrà l'amicizia tra ragazzi ed adulti, quella vera e quella presunta, quella unilaterale. Vi porterà attraverso le misteriose perdite di conoscenza di Lou (Lucy), gli improvvisi scatti di violenza di Bobby ed una tardiva ricerca di se stessa da parte di Sarah. Metterà a confronto un uomo che non è mai uscito dalla sua città per sessantanni ed uno che per più di quaranta ha avuto paura di tornarci.

Leggendo farete supposizioni, forse spererete che accada questo o quello o che almeno sia accaduto in passato oppure, al contrario, vi augurerete che mai sia accaduto e mai accada e così aArriverete alla fine della oltre seicento pagine.
Il romanzo è interessante ed indubbiamente scritto con una grande capacità da Russo. La lettura è agevole e abbastanza scorrevole. Va però letto per quello che è: un romanzone sulla provincia americana, una saga di famiglia, la storia di due uomini ed una donna, il racconto di una vita. Non soffermatevi troppo, non cercate di approfondire perché potrebbero affiorare banalità eccessive, semplificazioni esagerate.

Morte di un biografo

Pubblicata su Ciao.it: 14/01/12
Pubblicata su Libri e Libretti: 28/02/12

Uno scrittore in crisi, reduce da una lunga malattia, decide di partecipare ad un improbabile convegno di biografi in una Gerusalemme in guerra. Al convegno i presenti, una incredile serie di improbabili biografi e scrittori, racconta la sua storia. Uno di loro però viene trovato morto nella sua stanza.

Non occorre andare oltre nel raccontare la trama perché, in qualche modo, potrebbe privare il lettore delle sorprese che la storia riserva nel suo assurdo ma interessantissimo evolversi.

Molti hanno accostato o definito questo libro un nuovo Decamerone. In effetti il filo che lega "Morte di un biografo" di Santiago Gamboa al Decamerone esiste. I personaggi (assai strani) raccontano le loro storie (altrettanto strane) ma, personalmente, pur riconoscendo questo legame non lo ritengo così rilevante.

Questo brillante romanzo infatti non solo mette insieme le storie dei vari personaggi ma lega tra loro i personaggi stessi e le loro storie in un insieme davvero notevole.

Gamboa ha la capacità di variare il suo stile ed adattarlo alle singole storie, creando un modo di raccontare (con il linguaggio, con le parole, con le espressioni) diverso per ognuno dei personaggi.Ed i personaggi, come le storie da loro raccontate, non sono figure semplici. Al convegno infatti vengono raccontate (direttamente dall'autore o dal suo biografo): la storia di una lunga e complessa di due grandi giocatori di scacchi, la storia della vendetta di un meccanico colombiano sequestrato dalle forze paramilitari, la storia di una pornostar italiana dal suo inizio degradante ai suoi successi internazionali, la storia di ex carcerato violento e drogato unitosi ad una setta e diventato pastore evangelico.

La morte del pastore evangelico, José Maturana, fa cambiare passo al libro e lo trasforma quasi in un giallo surreale in cui lo scrittore si trova ad indagare per ricostruire non solo quanto avvenuto in hotel ma, soprattutto, nel passato di Marturana e di molti altri personaggi presenti che sembrano avere antichi legami.

Non manca, tra i presenti, una improbabile giornalista nordica che si presenta come critica letteraria. Non manca una storia d'amore parallela come non manca la suspance.

Eppure "Morte di un biografo" non è un giallo o, perlomeno, non lo è in senso stretto anche se ha alcuni aspetti che lo riconducono a questo genere. In ogni caso è un libro molto interessante che mescola stili e riferimenti a generi assai diversi tra loro.

La misteriosa morte della compagna Guan

Pubblicata su Ciao.it: 06/11/11
Pubblicata su Libri e Libretti: 18/02/12

Confesso che mi sono avvicinato a "La misteriosa morte della compagna Guan" di Qiu Xiaolong con molto interesse ma anche qualche dubbio.

Sebbene la letteratura gialla o poliziesca, una volta forse limitata ad autori di determinate zone geografiche, oramai provenga da tutto il mondo (non ultima ad esempio il filone del nord europa) un giallo cinese mi giungeva abbastanza nuovo.  
L'autore Qiu Xiaolong, che ora insegna letteratura cinese negli Sati Uniti, non solo è un poeta ma anche un americanista. Caratteristiche, quelle dell'autore, che, in qualche modo si ritrovano nel libro e nel personaggio principale. L'ispettore Chen, infatti, non solo è un poeta ma anche un linguista che un po' per diletto ed un po' per denaro traduce dall'inglese nella Cina degli anni Novanta. 

Il libro, abbastanza corposo, è affascinante perché riesce ad unire una trama classicamente gialla (la scomparsa di Guan Hongying, Lavoratrice Modello della Nazione, immagine esemplare della propaganda di partito) con richiami alla poesia cinese tradizionale e moderna (spesso direttamente citata e riportata), imperdibili spiegazioni sulla cucina cinese (l'ispettore Chen è infatti anche un gourmet) e, soprattutto, colloca tutto con grande capacità nella Shangahi del 1990 che sta passando dai residui della Rivoluzione culturale all'esplosione dell'economia di mercato (seppur controllata dal partito).

La capacità di mescolare elementi diversi ma estremamente interessanti rende il libro godibilissimo in ogni sua pagina. Si può seguire l'indagine dell'Ispettore Chen e della sua Unità per le indagini speciali e vivere la quotidianeità di una Shangahi in sviluppo esponenziale. Ci si trova tra gestori di ristoranti e night club, pedanti rappresentanti del Partito, giovani imprenditori, nuovi ricchi grazie allo sviluppo economico e vecchi privilegiati che vedono le loro convinzioni vacillare. Si può, invece, seguire il percorso gastronomico che attraverso l'indagine il libro permette, dai piatti nei tradizionali ristoranti di stato a quelli dei nuovi ristoranti privati senza perdersi le cene in famiglia. Oppure semplicemente assaporare il racconto attraverso la poesia e la descrizione della città in cambiamento. La descrizione delle persone, dei quartieri, delle case, della vita quotidiana.

La trama segue l'indagine che inizia ovviamente con la scomparsa della compagna Guan e prosegue attraverso i mille rivoli del racconto senza però mai perdersi. Gli interessi del partito coincidono con la verità? Fino a dove si può spingere il Commissario? Quanto può essere importante un aiuto da Pechino? COsa succede nelle nuove zone aperte all'economia di mercato?

Un libro notevole che fa conoscere anche la Cina o, perlomeno, Shanghai.


Natale a luci rosse

Pubblicata su Ciao.it: 07/10/11
Pubblicata su Libri e Libretti: 06/02/12

Natale a luci rosse di Scott Phillips è un romanzo piuttosto breve, poco più di duecento pagine (molto intense però), che racconta la notte di Charlie Arglist, avvocato della malavita, intenzionato ad abbandonare tutto e scappare con il malloppo..

Gli affari di cui Charlie si occupa a Wichita nel Kansas sono principalmente legati a locali di spogliarelli e centri massaggi con servizi supplementari.

La notte scorre rapidissima mentre, in una città travolta da un tempesta di neve, Charlie si muove caoticamente da un locale equivoco ad un altro, da uno strip show ad un club privee.

L'alcool scorre a fiumi per il protagonista e per i suoi occasionali accompagnatori. Gli incontri si susseguono in un'atmosfera cruda e violenta.

Charlie Arglist sembra girare a vuoto nella notte tra alcool, spogliarelliste, buttafuori violenti, foto compromettenti e risse.

Quando tutto sembra precipitare ed effettivamente precipita l'avvocato, protagonista della storia, risolve, in un modo che non è il caso di approfondire, i suoi problemi e si mette nuovamente in macchina per allontanarsi definitivamente da quel mondo.

Ma non è ancora finita.

Un libro piuttosto violento, con espliciti riferimenti sessuali, che si legge rapidamente e che non lascia affatto insoddisfatti. Finale assolutamente sorprendente.

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