Scende la sera nel giardino antico

Atmosfera liberty e belle-epoque, molta Torino, spruzzate di Langa ed un tocco di Parigi, gli anni Trenta e quelli Sessanta, riferimenti letterari, diversioni fantastiche, tanta storia e molti dei personaggi che l'hanno attraversata. Sono questi gli elementi del romanzo di Berbotto "Scende la sera nel giardino antico".
Partendo da un improbabile incontro casuale tra un giornalista ed una anziana signora in un condominio di Torino (una palla cade da un balcone all'altro) l'autore costruisce con grande fantasia la storia di Gozzano e della sua Carlotta (l'amica di Nonna Speranza).
L'anziana signora è dunque Carlotta? Non è solo il sogno di Gozzano ma una donna reale? Una musa ispiratrice?
Per avere alla risposta, al chiarimento, bisogna leggere tutto il romanzo lasciandosi guidare dall'autore e dalle confidenze dell'anziana signora da Agliè, nel Meleto caro a Gozzano, a Torino, nei caffè e nei teatri storici, con una puntata a Parigi.
Fantasia e ricostruzione storica sono mescolati da Barbotto con grande capacità. I riferimenti ed i richiami alle opere di Gozzano non sono mai stucchevoli ma, anzi, saggiamente inseriti a convalidare una tesi che all'inzio sembra eccessiva ma che lentamente, progressivamente sembra invece sempre più consolidarsi diventare reale.
Certo, l'autore si sbilancia. Nei racconti e soprattutto negli incontri della signora oltre che Gozzano, e la sua vita, si inseriscono anche altri personaggi: D'Annunzio, Stravinskij, Camasio, la Duse, Boldini e Grosso. Eppure tutto rientra nel racconto, tutto sembra giustificato.
Un romanzo piacevolissimo, forse un po' lento, ma che si lascia leggere senza ansia seppur con l'intenso desiderio di sapere, di capire, di avere una conferma.

Pubblicata su Ciao.it: 08/01/10
Pubblicata su Libri e Libretti: 29/01/10

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