Il paese delle meraviglie

"Il paese delle meraviglie" racconta un anno, un anno di vita di Attilio, detto Attila. Un anno importante per Attilio: il 1977.

L'anno della prima superiore, l'anno passato per la prima volta lontano dalla sorella trasferita a Milano, l'anno delle prime esperienze con le ragazze, l'anno del primo amore, l'anno della musica punk.

C'è molto di più però in questo anno raccontato con gioia e preoccupazione. Ci sono le difficoltà in famiglia, le amicizie in classe (prima fra tutte quelle con il confuso fascista punk Zazzi), gli scherzi goliardici, l'innamoramento per una ragazza del vicino liceo, la vicinanza con il nonno anarchico, la voglia di uscire dal piccolo paese di provincia, le lettere della sorella.

In questa atmosfera quasi privata o comunque molto ovattata si insinuano quasi casualmente le notizie del mondo che cambia, dell'Italia che vive un anno molto difficile. Notizie che non sono mai l'elemento principale del racconto ma che si inseriscono una volta attraverso lo spezzone di un telegiornale, un'altra mediante la lettura di un giornale oppure dai racconti che circolano prima di un'assemblea d'istituto. Sono queste piccole notizie che sembrano dare coscienza o semplicemente conoscenza ad Attila ed al lettore di ciò che avviene in Italia al di fuori del piccolo microcsomo raccontato nel romanzo.

Si sorride ed a volte si ride leggendo questo libro dell'autore piemontese ma il 1977 è un anno tragico e la vita di Attilio, che sembra solo scuola e divertimento, non è esente dai risvolti terribili propri di quell'anno.

Il libro si chiude amaramente anche se conserva, forse, un barlume di speranza.

Pubblicata su Ciao.it:06/05/10
Pubblicata su Libri e Libretti:02/08/10

1 commento:

  1. Questo lo leggo. Il 1977 è un anno speciale, ha sfornato donne meravigliose.

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