La luna fredda

"La luna fredda" di Jeffery Deaver potrebbe intitolarsi "L'orologiaio" in onore del serial killer protagonista dei delitti e della conseguente indagine che il romanzo racconta.

Non è, a mio giudizio, un gran libro anche se, indiscutibimente, almeno per tre quarti del testo inchioda il lettore sulle pagine. E' discretamente strutturato e pieno di suspance nella parte iniziale e centrale. La parte finale, quella risolutiva, come spesso accade in romanzi di questo genere è, purtroppo, inferiore alle precedenti.

Sembra quasi che l'autore, probabilmente per tenere sempre desta l'attenzione dei lettori, si lasci un po' prendere la mano e costruisca una serie continua di colpi di scena che, alla fine, diventa quasi eccessiva. Se è vero che è proprio questa la caratteristica che rende questi libri interessanti è anche vero che l'eccesso rende il finale un po' caotico e, per assurdo, anche prevedibile. Non è certo il caso per un libro di questo genere addentrarsi eccessivamente nella trama.

Lo scrittore, autore anche del più famoso "Il collezionista di ossa" (da cui e' stato tratto anche un film), riprende qui molti dei suoi personaggi che lega anche ai romanzi precedenti in un ciclo definito di Lincoln Rhyme.

L'orologiaio è il serial killer su cui indaga, a New York, appunto Lincoln Rhyme un criminalista paraplegico maniaco della prova scientifica. Collabora con lui uno staff di poliziotti ed esperti di vario genere tra cui Amelia Sachs che segue anche un proprio caso autonomamente e che potrebbe intrecciarsi con il principale. Si aggiunge al gruppo anche l'esperta di cinesica (lo studio del comportamento e del linguaggio non verbale negli interrogatori) californiana Kathryn Dance che aprirà al criminalista nuovi orizzonti sulla credibilità ed uso dei testimoni nelle indagini.

Un libro tutto sommato discreto ma, come già detto, che tende un po' a strafare nel complicare i meccanismi della storia senza poterli poi sostenere. 

Pubblicata su Ciao.it: 16/08/11
Pubblicata su Libri e Libretti: 12/11/11

1 commento:

  1. Io non leggo moltissimo questo genere, e da come parli di questo libro devo dire che non è il caso di iniziare proprio da questo :P

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