Due storie sporche


In "Due storie sporche" Alan Bennett ripropone la sua consueta vena ironica ed impertinente, quella che lo ha fatto amare per "Nudi e crudi", "La sovrana lettrice" ed altri mini romanzi, a cui aggiunge un velo di vena piccante.

"Due storie sporche" sono infatti realmente due storie diverse unite in un unico libro. Nel primo racconto lungo, o romanzo breve, una simpatica donna di mezza età arrotonda le proprie entrate facendo la simulatrice di malattie in una clinica universitaria per consentire agli studenti di imparare il comportamento da tenere, nella seconda una donna bruttina sposa un uomo bello ed entra a far parte della famigli di lui.

Le due storie sintetizzate così appaiono in fondo abbastanza banali e, anche se raccontate dal brillante Bennet di sempre, poco interessanti. Però Bennet sa, come sempre, svolgere la matassa un po' per volta ed anche se in poche pagine a raccontare storie complete, divertenti ed inconsuete.

La signora di mezza età si scopre amante del voyeurismo e lo appaga con le giovani coppie a cui affitta una stanza nella propria casa. La bruttina si scopre non così bruttina e arricchisce la sua vita con un'altra relazione all'interno della famiglia mentre il marito torna alla sua reale passione.

Sono storie sporche ma molto dolci e raccontate con grande cura ed attenzione. La vena piccante è solo accennata ed aleggia nei racconti senza mai scendere in nulla di licenzioso pur descrivendo gli incontri appassionati dei due giovani che la signora prima ascolta attraverso la parete e poi semplicemente ma direttamente resta seduta nella camera a guardare o raccontando gli incontri sessuali del marito della bruttina o quelli della bruttina stessa.

Una libro piacevole e divertente anche se, forse, leggermente inferiore all'insueprabile bennet di molti altri piccoli e bellissimi libri.

Pubblicata su Ciao.it: 13/04/12
Pubblicata su Libri e Libretti: 19/07/12

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