L'uomo che sorrideva

"L'uomo che sorrideva" è il quarto romanzo dello scrittore svedese Henning Mankell che che ha come protagonista il personaggio del commissario Kurt Wallander.

Molti dei romanzi di Mankell, proprio quelli con Wallander come protagonista, sono un interessante spaccato della società svedese vista da un piccolo commissariato di provincia. Inoltre Mankell, proprio mediante i problemi personali di Wallander non si lascia scappare l'opportunità di indagare e denunciare alcune delle pecche del sistema sociale della Svezia. Peccato che questa illustrazione del quotidiano a Ystad, dei problemi personali e familiari del protagonista e dell'attività del piccolo commissariato cittadino non sia poi sempre supportata da una trama poliziesca credibile o anche solo sostenibile.


In particolare in questo romanzo la logicità della trama vacilla più di una volta e l'autore, a mio giudizio, si lascia veramente sfuggire la storia di manon forse a causa dell'attenzione, quasi prevalente, per la crisi personale di Wallander, accuratamente descritta prima nel periodo di isolamento passato in una casa su una spiaggia dellal'estremo nord della Svezia poi al rientro, incerto per un lungo periodo, al lavoro in commissariato nella Scania.

Un amico avvocato, Sten Torstensson (già comparso in uno dei primi romanzi), il cui padre è scomparso da poco, va a trovare Wallander mentre ancora sta meditando se lasciare la polizia a causa della profonda depressione in cui è caduto. Proprio il giorno in cui si ripresenta in Ufficio per formalizzare le sue dimissioni scopre che il suo amico è stato ucciso. Basta questo per far cambiare totalmente idea al nostro protagonista che, nell'arco di un istante cambia idea e decide di tornare in servizio e dedicarsi alle indagini sulla morte del suo amico.

Lo sviluppo delle indagini è abbastanza canonico e Mankell non si ingegna a nascondere il colpevole sviluppando la trama in modo un po' troppo semplicistico con il risultato che, a meno di metà del romanzo, tutto è chiaro a tutti. Come se non bastasse, forse nel tentativo di dare un po' di vigore alla storia, vengono introdotti una serie di elementi veramente eccessivi che invece che rafforzare servono solo a rendere maggiormente debole ed illogica la storia. Quindi tra mine antiuomo nascoste nei giardini di traquille pensionate, guardie del corpo arrivate illegalmente nel paese, un magnate della finanza svedese (Alfred Herderberg) con una proprietà (il castello di Farnholm) inaccessibile ma in cui non è poi difficile entrare, ci si trascina alla fine.

Un romanzo piuttosto debole, sicuramente inferiore ai precedenti, sia per la trama alquanto raffazzonata sia per l'assenza di quelle indicazioni storiche e sociali che, invece erano presenti nei primi tre volumi della stessa serie.

Pubblicata su Ciao.it: 23/06/12
Pubblicata su Libri e Libretti: 17/10/12


Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails