I falò dell'autunno

I falò dell'autunno (Irène Némirovsky)
A volte, seppur grave segno di ignoranza e superficialità, fa bene non conoscere nulla del libro che ci accinge a leggere e nulla dell'autore e del suo background.

A volte fa bene non scegliere il libro, non avere letto le recensioni, le pieghe di copertina, nemmeno le note biografiche ed aprire la prima pagina con la mente vergine ed innocente, totalmente priva di preconcetti e sovrastrutture.

Di certo potrebbe non essere un piacere scoprire, dopo, quanto sia grave non conoscere l'autore (con la sola effimera scusante che è davvero impossibile conoscerli tutti) e di quanto sia segno di superficialità non aver botato la pubblicazione, tra l'altro avvenuta nell'arco di pochi anni, dei suoi libri.

Così è stato per "I falò dell'autunno" di Irène Némirovsky.

La storia intreccia più volte, anzi costantemente, la vita di tre famiglie borghesi, anzi piccolo borghesi, di Parigi da poco prima dell'inizio della Prima guerra mondiale alla Seconda. La prima famiglia è quella dei Brun, la cui figlia Thérèse sposa il cugino medico Martial all'alba della Prima guerra mondiale. La seconda famiglia è quella dei Jacquelain il cui figlio Bernard si arruola volontario pieno di ideali. La terza è quella che si forma tra Raymond Détang e Renée Humbert.La guerra cambia tutto. Thérèse diventa subito vedova, Bernard Jacquelain perde ogni ideale e diventata cinisco e spietato mentre per Raymond Détang tutto ma soprattutto la guerra diventa un affare ed un modo per arricchirsi e fare carriera.

Il dopoguerra è forse ancora peggio perché la Némirovsky ne racconta senza pietà gli stenti e gli intrallazzi mettendo in contrasto la crisi della piccola borghesia che cerca di vivere con dignità e l'ascesa senza limiti e senza scrupoli degli affaristi.

Raymond e Bernard si ritrovano e si lanciano nel mondo degli affari spregiudicati, Bernard diventa anche l'amante di Renée mentre Thérèse pur innamorata di Bernard resta in disparte. Quando una crisi finanziaria lascia Bernard a terra e disgustato dal mondo che ha frequentato fino ad allora Thérèse lo sposerà e ne avrà un bambino e due bambini. L'idillio dura però poco e Bernard tornerà presto nel letto di Renée e nel mondo falso ma scintillante dell'affarismo internazionale. Solo alla fine, colpito da una crisi ancora più grave e dall'arrivare della II guerra mondiale si renderà conto che l'unica donna che lo ha amato è Thérèse ma, forse, è troppo tardi per recuperare come è sicuramente troppo tardi per ritrovare l'affetto dei figli. Poi arriva, di nuovo, la guerra...

Un libro molto interessante che mescola, con grande capacità, una storia d'amore con il racconto di un'epoca storica descrivendone tutti i dettagli e le implicazioni sociali. Un racconto che non risparmia la condanna di una Francia che tra le due guerre si abbandona al mito del denaro e del successo dimenticando ogni valore ed affrontando tutto con spietato cinismo per poi ritrovarsi di nuovo in guerra.

Il finale è, forse, un po' scontato e necessariamente più positivo o, perlomeno, più possibilista e fiducioso dell'intero romanzo che è intriso di una profonda amarezza e di non poca tristezza.

Forse non poteva essere altrimenti perché, ma come ho spiegato all'inizio l'ho scoperto e soprattutto approfondito dopo averlo letto, "I falò dell'autunno" viene completato (e sarà pubblicato solo postumo) dalla Némirovsky nel suo ultimo anno di vita, pochi mesi prima di essere rinchiusa e morire ad Auschwitz.

Pubblicata su Ciao.it: 31/01/13
Pubblicata su Libri e Libretti: 14/04/13

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