Il club degli incorreggibili ottimisti

Il club degli incorreggibili ottimisti (Jean-Michel Guenassia)
Jean-Michel Guenassia con "Il club degli incorreggibili ottimisti" ci propone una magnifica storia che mescola sapientemente in tutte le settecento pagine del libro i "piccoli" avvenimenti personali e familiari di Michel Marini adolescente parigino e voce narrante, con i "grandi" avvenimenti storici della Francia a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta.

Il libro inizia nell'aprile del 1980 ai funerali di Sarte dove il protagonista incontra per caso uno dei frequentatori di quel club degli incorreggibili ottimisti che è il fulcro, il centro (anche fisico) della storia. Da quel momento parte un lunghissimo flash back sugli avvenimenti, la vita ed i personaggi di vent'anni prima che è quasi impossibile sintetizzare.
Il protagonista, come già detto, è Michel Marini, dodicenne figlio di un immigrato italiano e di una francese della media borghesia, studente svogliato ma lettore onnivoro e quasi compulsivo, che vaga in una Parigi in cui sta scoppiando il benessere ed il consumismo ma che è anche oppressa dalla guerra d'Algeria, geograficamente lontana ma quotidianamente presente.

Tra una partita di calciobalilla e l'altra Michel si trova a frequentare un bistrò, il Balto, che ha una misteriosa sala riservata in cui si riuniscono e stazionano, con la scusa di giocare a scacchi, strani personaggi. Quando riuscirà ad accedervi scoprirà che è il ritrovo fisso di un gruppo di esuli dei parsi dell'Est, in prevalenza russi. Esuli in fuga dallo stalinismo per motivi diversi ed a volte opposti che hanno fatto del bistrò parigino la loro base: il club degli incorreggibili ottimisti. Nel club, in cui spesso ci sono anche intellettuali come Sartre e Kessel, si gioca a scacchi ma soprattutto si beve, si discute ed a volte si ricorda.

Michel, che riesce ad essere ammesso, ne diventa una presenza fissa. Impara a giocare a scacchi ed è il filo conduttore, l'elemento di raccordo delle tantissime storie individuali che raccoglie o gli vengono raccontate dagli esuli dentro e fuori dal Balto. La vita fuori dal Balto non è meno intensa per Michel. Il fratello parte improvvisamente come volontario per la guerra d'Algeria ma quasi subito diserta e torna in Francia come clandestino. La famiglia si disgrega: il contrasto tra l'origine proletaria del padre e quella borghese della madre non supera il rientro dei parenti in fuga dall'Algeria.

Non mancano degli importantissimi personaggi femminili. Prima di tutto la madre e la sorella ma soprattutto la fidanzata abbandonata dal fratello e poi il primo amore. Una ragazza speciale, appassionata lettrice anch'essa. Incontrata per caso, persa immediatamente, ricercata disperatamente e ostinatamente e finalmente conquistata, grazie ad uno degli esuli russi (anzi da uno degli esclusi e respinti dal club) ed alle sue poesie.

Un grande romanzo, molto di più di un racconto di formazione. Un libro che nonostante la mole, settecento pagine non sono poche, si legge agevolmente e si apprezza fino all'ultima pagina.

Pubblicata su Ciao.it: 21/05/13
Pubblicata su Libri e Libretti: 10/09/13


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