Cocaina

Cocaina (Giancarlo De Cataldo, Gianrico Carofiglio, Massimo Carlotto)
Non so se o quanto ci sia di vero nelle dichiarazioni che fanno risalire l'idea iniziale di "Cocaina" al desiderio di Giancarlo De Cataldo di scrivere qualcosa insieme a Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio o, piuttosto, quanto sia, invece, un'operazione prettamente editoriale e commerciale studiata a tavolino per mettere nello stesso libro tre grandi scrittori italiani di noir.

Quello che è indiscutibile è che i tre nomi degli autori sulla copertina attirano subito l'attenzione e fanno nascere la tentazione di acquistare e leggere il libro. Quindi che la ragione sia l'una o l'altra poco importa perché l'effetto è notevole ed anche il risultato, il libro, è più che discreto.

Nonostante non ami i racconti, cosa che oramai ho ripetuto all'infinito, e quindi avessi qualche dubbio (pur in presenza delle tre grandi firme del noir italiano), alla fine della lettura sono rimasto soddisfatto. In "Cocaina", infatti, non ho trovato tre racconti ma tre romanzi brevi (di una cinquantina di pagine ciascuno) ovviamente legati da un unico filo conduttore: la cocaina del titolo.I tre autori hanno scritto le loro storie con il loro consueto stile liberamente andando ad agganciare il tema comune, la cocaina, ciascuno con il proprio approccio.

Il primo, dal titolo "La pista di campagna", di Carlotto racconta la droga del nordest, la droga degli operai, la droga delle campagne urbanizzate e delle periferie proletarie. Indaga su questo un personaggio già utilizzato dall'autore in precedenza e ripescato per l'occasione. Un poliziotto con la carriera segnata, cinico ma ancora appassionato e disponibile a qualche compromesso pur di trovare una soluzione.

Il secondo, "La velocità dell'angelo", di Carofiglio ha un approccio molto più intimo. Uno scrittore appannato conosce casualmente una donna triste e spenta e, sera dopo sera, lei gli racconta la sua vita di poliziotta brillante ed in carriera finita malamente per l'amore di una donna, piccola spacciatrice, che l'eveva portata alla cocaina.

La terza storia è quella di De Cataldo, "Ballo in polvere", che si apre in Perù tra trafficani messicani, produttori preuviani e distributori italiani. E' la cocaina dei cartelli sudamericani e della mafia nostrana, quella che muove milioni di euro, che usa i paradisi off shore ed i commercialisti incensurati. La vicenda si chiude a Milano grazie ad un ufficiale della Guardia di Finanza insistente e ad un eccesso di sicurezza e spavalderia dei mafiosi locali.

Tutti e tre i racconti sono interessanti e si leggono rapidamente ma il più ispirato è, a mio parere, quello di Gianrico Carofiglio che riesce più degli altri a sviluppare la sua storia nelle pagine previste. Carlotto e De Cataldo sembrano invece soffrire un po' i limiti ed i loro racconti arrivano, dopo essersi sviluppati piuttosto bene, a finali che sembrano un po' affrettati.

"Cocaina" è un buon esempio di collaborazione tra scrittori (Carlotto e De Cataldo hanno avuto, separatamente, altre esperienze di scrittura comune o collaborativa) ma, soprattutto, può essere un modo per avere un primo contatto con tre grandi autori del noir italiano e farsi, sebbene parziale, un'idea del loro stile.

Pubblicata su Ciao.it: 16/09/13
Pubblicata su Libri e Libretti: 09/01/14  


2 commenti:

  1. anche io non amo i racconti.. ma se è piaciuto a te potrebbe piacere anche a me! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mi sto però imbattendo in una serie di libri di racconti per nulla male. Rischio di dover cambiare opinione in merito!

      Elimina

Related Posts with Thumbnails