Chi è Lou Sciortino?


Chi è Lou Sciortino?

Sono arrivato a "Chi è Lou Sciortino?", che peraltro avevo già in casa da tempo seppur ancora intonso, rimbalzando da un altro libro di Ottavio Cappellani cronologicamente successivo "Sicilian tragedi".

Mi era piaciuto e mi aveva incuriosito. Volevo leggere quella che, se non erro, è la sua opera prima.

L'entusiasmo per l'autore e la sua scrittura divertente si è smorzato fin dalle prime pagine e non è mai risorto nel corso della lettura che ho faticosamente ma doverosamente portato a termine.
 
Il libro, a leggere le notizie in merito, ha avuto alla sua uscita, qualche anno fa, un successo notevole tanto da essere poi tradotto e pubblicato in più di venti diverse lingue.
Mi resta oscuro come cioò sia avvenuto ed a cosa sia dovuto il successo. Non solo il libro non mi è piaciuto ma non ho nemmeno compreso bene la storia (anche se ammetto che possa non essermi piaciuto perché non ho capito di cosa si parlasse).
 
Il primo ostacolo, e non certo piccolo, è la lingua utilizzata da Cappellani. Il siciliano, ma quello stretto, domina il romanzo in modo così massiccio da prevedere un glossario finale di diverse pagine per consentire la comprensione del testo (ammesso che procedere nella lettura interrompendo ogni tre righe per consultare il glossario renda la lettura agevole e gradevole).
Cappellani non vuole far mancare nulla al lettore così raddoppia ed al siciliano stretto aggiunge anche in bel po' di italoamericano creando un guazzabuglio linguistico, almeno per il sotoscritto, assai difficile da comprendere e seguire.
 
La sviluppo della vicenda non aiuta. Una miriade di personaggi, raramente ben delineati, rimbalza tra gli Stati Uniti e la Sicilia in una complessa storia di famiglie mafiose e dei loro affari malavitosi. In America la famiglia Sciortino manda il nipote del boss a riciclare il denaro sporco sulla west coast tramite investimenti cinematografici surreali con la casa cinematografica Starship Movies poi il nipote viene spedito in Sicilia (ma non è chiaro perché). A Catania non si sa bene cosa faccia (a parte bere gin tonic) ma viene coinvolto nel risolvere "internamente" un delitto (una rapina con omicidio) in un negozio (quello di "zu Mimmo") nel quartiere del capo cosca che lo protegge (lo zio Sal). Poi la cosa si complica. Arriva il nonno americano mentre sembra che ci sia una qualche lotta per il potere tra le famiglie, un complotto per incastrare l'uno o l'altro, che porta però ad una serie di surreali e quasi casuali omicidi.

Solo a tratti la storia si riesce a seguire (complice il già citato ostico linguaggio) e, nonostante una delle caratteristiche migliori di Cappellani, siano proprio le storie surreali e trash in "Chi è Lou Sciortino?" sembra che si esageri al punto da renderla incomprensibile. Lo stesso può dirsi dei personaggi e dei dettagli (un altro punto forte dell'autore) che però qui sembrano raramente delineati con la stessa capacità anche se, quando lo sono, sono esilaranti. Davvero straordinario il parrucchiere Tony, maestro di cerimonie ed artefice dei “babbeccù” a cui, prima o poi, tutti i personaggi si ritrovano.


Pubblicata su Ciao.it: 03/11/13
Pubblicata su Libri e Libretti: 12/03/14  

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