Istituto di bellezza Margaret Thatcher

Istituto di bellezza Margaret Thatcher è un libro poetico e toccante ma, soprattutto, luminoso. Sono storie di esuli, di fughe dall'oppressione, di nostalgia ma tutte piene di vigore, di amore e di passione.

Difficile raccontarne l'intricata trama, il confluire delle storie dei singoli nella storia principale senza rischiare di perdere quella lucentezza che l'autrice, Marsha Mehran, riesce dare al libro.

Il centro, anche fisico, del libro è l'ottocentesco ed architettonicamente estroso palazzo Anna Karenina di avenida de Florida a Buenos Aires con gli appartamenti dell'ultimo piano divisi solo da grandi vetrate.

Là vive, allo scoppiare della guerra per le Falkland (o Malvinas) tra l’Inghilterra di Margaret Thatcher e l’Argentina, un'eterogenea comunità di esuli iraniani.

Ognuno di loro ha una storia ed una ragione diversa per aver abbandonato l'Iran, ognuno ha un motivo diverso di rimpianto e nostalgia, ognuno ha trovato o sta cercando una nuova vita. Tutti però si ritrovano una volta la settimana per una serata dedicata alla poesia dove, a turno, recitano poesie della tradizione persiana.

Zadi Heirati (e la figlia Maryam) in fuga dalla rivoluzione ma anche dall'ostracismo della famiglia (per un amore illecito ed il concepimento della figlia con uno straniero) ma anche ricca dell'esperienza nel più famoso e grande hammam di Teheran che la porterà a dirigere il suo salone di bellezza in quella particolarissima casa di Baires. Haji Khanoum, la vera proprietaria dell'istituto di bellezza casalingo, che ogni mattina esegue la danza rotante dei dervisci per ritrovare e ricordare nell'estasi l'uomo che ha amato. Parastoo Etemadi, apprendista nel salone di bellezza, che ha lasciato la bottega di sarto del padre per sposare un uomo falso che l'ha maltrattata ed abbandonata. Soheil Bahrami, capitano dell'esercito che ha passato trent’anni in carcere in Iran ed ora vive con con la figlia Sheema. Homa e Reza Sookoor che per vivere vendono al mercato di Santelmo le miniature che dipingono di notte. Houshang Behmaniam, studente rivoluzionario, bello e tormentato, proveniente dal Nord dell’Iran, e segretamente innamorato di Zadi Zadi Heirati.

Un libro stupendo, toccante, dolce e, come detto inizialmente, pieno di luce. La poesia persiana è presente in modo consistente con riferimenti frequenti a poeti ed opere e, soprattutto, con brani e strofe. Sono, oggettivamente, queste le più complesse parti del libro perché, purtroppo, è sempre minore in tutti noi la propensione alla poesia ma anche perché quella persiana ha caratteristiche tecniche assai diverse da quelle a cui siamo normalmente abituati.

Pubblicata su Ciao.it: 10/03/14
Pubblicata su Libri e Libretti: 09/09/14  

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