Genio

Genio (Patrick Dennis)
Patrick Dennis, uno dei tanti pseudonimi usati da Edward Everett Tanner III, è un autore che ha avuto un discreto successo a cavallo negli anni Cinquanta tanto da avere, nel 1956 ben tre libri contemporaneamente in classifica (sebbene con pseudonimi diversi).

Un successo dovuto al genere in cui, in qualche modo, si era specializzato che, parafrasando dalla cinematografia, si potrebbe definire "commedia americana". Libri leggeri e divertenti pieni di situazioni paradossali e personaggi sopra le righe ma sempre riconducibili alle tradizionali classi sociali americane.
 
"Genio" è perfettamente allineato con il genere anche se esce nel 1962, qualche anno dopo i suoi maggiori successi e già fa trasparire proprio nel personaggio dello scrittore, voce narrante del romanzo, la brutta china che prenderà poi l'autore nella vita reale: travolto dall'alcolismo, con la vena artistica ed i conti bancari prosciugati tanto da finire a fare il maggiordomo per sopravvivere.

Il protagonista assoluto del libro è Leander Starr, esplosivo e folle regista cinematografico che qualcuno dice essere stato ispirato a Orson Welles. Il suo contraltare è proprio Patrick Dennis, scrittore di successo non più tanto produttivo che vivacchia tra una sbronza e l'altra scrivendo insulse storie per i giornali femminili.

I due si incontrano una prima volta a Durban in Sudafrica per poi ritrovarsi a New York e ancora, molti anni dopo, a Città del Messico: Starr in fuga dai creditori e dal fisco americano, Dennis in fuga dalla sindrome della pagina bianca.

Là, prima progetteranno e poi metteranno in piedi, tra interminabili bevute ed incontri surreali, un delirante film a basso costo, scritto da Dennis e girato da Starr che dovrebbe sistemare i problemi finanziari del regista e rilanciarlo nello star system hollywoodiano.

Il libro, nonostante abbia più di un passaggio divertente, diventa a lungo andare stucchevole. La ricerca della battuta e della situazione ad effetto è continua e sistematica tanto da apparire in piu' di un caso forzata.

La scrittura brillante tende a cadere nel ripetitivo, le situazioni bizzarre, soprattutto quando sono davvero buone, vengono ripresentate con tale frequenza da perdere efficacia.

Tutto il libro è pervaso da un nascosto ma profondo senso di altezzosa superiorità nei confronti degli altri personaggi. L'ironia ed il cinismo che Patrick Dennis riserva un po' a tutti quando va a toccare lo scrittore, personaggio del libro, pare sempre compiacente e tollerante.

Lo snobismo è nascosto ma presente. Impietoso verso i messicani come verso i ricchi nordamericani che svernano al caldo di Città del Messico salvo poi perdonare proprio lo scrittore ed un manipolo di intellettuali o presunti tali.

Difetti di un libro che avrebbe potuto essere ottimo ma che si allunga inutilmente, che tende a ripetersi e che sotto ironia e sarcasmo nasconde snobismo e disprezzo.

Nonostante ciò un libro che ritengo si debba leggere perché, comunque, strappa piu' di una risata e racconta, soprattutto nella seconda parte dove diventa quasi una sceneggiatura cinematografica, un personaggio davvero sopra le righe.

Pubblicata su Ciao.it: 23/03/14
Pubblicata su Libri e Libretti: 16/10/14   

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails