L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio

L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio (Haruki Murakami)
"L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio" è l'ultimo lavoro di Haruki Murakami, considerato un romanziere culto sia in giappone che all'estero che personalmente amo tantissimo. Non potevo, ma certamente nemmeno volevo, perdermelo e l'ho acquistato nei primissimi giorni d'uscita ma letto, anzi divorato, solo dopo un po' di tempo (secondo quella che sembra essere diventata per me una tradizione con i libri di Murakami ) come se possedere fisicamente l'oggetto libro ma posticiparne la lettura serva ad aumentarne il piacere.

Il libro non tradisce le aspettative, sempre altissime con Murakami (anche se non riesce a raggiungere il livello di alcune opere precedenti), riproponendo in parte temi già affrontati in passato anche se, in questo caso, tende ancor più del solito a virare verso una storia intima ed introspettiva.

Il rapporto di profondissima amicizia, quasi simbiotico, nato al liceo tra cinque ragazzi, si spezza bruscamente, con una telefonata, per una ragione mai chiarita gettando il protagonista, Tazaki Tsukuru, appena trasferitosi all'universita' a Tokyo, in una crisi esistenziale che lo segnerà per vent'anni.

Infatti, solo molti anni dopo, grazie alla spinta ed all'aiuto di una donna con cui sta nascendo un amore complesso ma positivo Tazaki troverà il coraggio e la forza di riaprire quel periodo della sua vita, costantemente presente ma mai affrontato, per cercare di scoprire e comprendere le ragioni della sua improvvisa ed inspiegabile ostracizzazione.

Da quel momento un lungo cammino interiore ma anche reale, dato che Tazaki tornerà prima nella sua città natale, Nagoya, per poi spingersi fino in Finlandia, per incontrare e parlare con tutti quei ragazzi il cui fortissimo legame era stato brutalmente ed unilateralmente tagliato molti anni prima.

Il chiarimento su quanto avvenuto ci sarà e, forse, scioglierà tutte le angosce di Tazaki Tsukuru anche se Murakami lascia il finale molto, forse troppo, aperto.

Il libro è interessante ed è scritto con la consueta cura maniacale dei dettagli anche non rilevanti ed una profonda attenzione alle sensazioni, alle emozioni ed ai sentimenti ma non è, certamente, uno dei migliori dell'autore giapponese.

Qualche divagazione appare supeflua, qualche cosa appare inultimente ripetitiva (ad esempio i sogni erotici) anche al di là dello stile tradizionale di Murakami. Nonostante ciò il libro è godibilissimo e, come sempre, inchioda l'attenzione del lettore fino all'ultima pagina.

Probabilmente non è l'opera che suggerireri a chi volesse affrontare per la prima volta Haruki Murakami ma credo che, se lo si conosce già, sia da leggere.

Pubblicata su Ciao.it: 07/08/14
Pubblicata su Libri e Libretti: 03/01/15 


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