Il bruno e la bionda

Il bruno e la bionda - Vito Bruno
Nel libro “Il bruno e la bionda” le vite dei due protagonisti si incrociano in una sala da ballo la sera del 5 gennaio 1954, in una Torino ammantata dalla prima neve. Da quella sera, “il bruno”, giovane ufficiale in carriera, arrivato da qualche mese per frequentare un corso, e “la bionda”, “un viso grazioso e due occhi vivaci e indagatori”, con un aspetto di ragazza d’antan, percorrono la stessa strada, che si snoda tra ricordi, affetti, vicende ed eventi, che cadenzano la loro vita in comune.

Più che una biografia di una coppia, si ha la sensazione di avere sotto gli occhi una lettera collettiva, contenente tutto quello che l’autore e protagonista avrebbe voluto far sapere a chi gli era più caro, man mano che gli eventi si verificavano e lasciavano un’impronta emotiva nel suo animo.

Ed infatti ad ottant’anni, ribellandosi “all’attesa della vecchiaia come di un’inevitabile malattia”, ripercorre le tappe della vita insieme ad Anna, con la quale condivide le ore inquiete e le ore serene. Rievoca colori, profumi, sapori, canti, suoni della terra natia. Riporta confessioni e descrive frammenti di vita, nel tentativo, di evitare che restino nel silenzio pezzi importanti della sua vita e di quella della moglie.

L’autore afferma di non essere uno scrittore, di non scrivere per professione o per vocazione, e forse neppure cerca una vasta platea di lettori, ma lo fa per la necessità di recuperare il senso dell’esistenza, di uscire dal labirinto, riavvolgendo il filo degli avvenimenti e, soprattutto, per ribadire l'amore per la moglie e per la vita trascorsa insieme.

Il libro, anche se molto intimo e personale, è di piacevole lettura. Si viene subito avvinti dall’atto coraggioso, anzi temerario, dell’autore di rivivere esperienze, anche dolorose, e metterle in un racconto pubblico, una sorta, come già detto, di lettera dedicata alle persone più care.

La rivisitazione di luoghi spirituali e momenti sensoriali così intimi, soprattutto in un momento “anagrafico” (80 anni) in cui molti preferiscono piegarsi solo sul quotidiano, per sfuggire al passato ed evitare il futuro, sono la dimostrazione di una vitalità eccezionale, di una consapevolezza di una continuità che è propria di chi vive e non semplicemente esiste. Apprezzabile!

Pubblicata su Ciao.it: 25/09/14
Pubblicata su Libri e Libretti: 27/02/15

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