Fantasmi del passato. Un nuovo caso per il commissario Bordelli

Non ho letto i precedenti libri di Marco Vichi con protagonista il Commissario Bordelli ed un po' mi dispiace. Non perché sia rimasto affascinato dal suo ultimo lavoro , "Fantasmi del passato", anzi tutt'altro, ma proprio perché l'ho trovato talmente noioso e poco interessante da non riuscire a credere che l'autore abbia avuto in passato un buon successo e numerosi appassionati lettori.

Andrebbe concessa a Vichi un'altra chance, leggendo qualche altro suo romanzo, ma la lettura di "Fantasmi del passato" è stata così faticosa da lasciarmi intimorito. Non credo che riuscirei a portare a termine un'altra avventura del Commissario Bordelli dello stesso livello.

"Fantasmi del passato" è, o dovrebbe essere, un giallo, un poliziesco ambientato in una Firenze che ancora porta i segni dell'alluvione dell'anno precedente (siamo nel dicembre 1967), dove il Commissario Bordelli indaga sull'assassinio di un uomo, ricco, amato e privo di ombre. 

L'indagine langue e, purtroppo, lascia spazio ad uno smisurato numero di deviazioni del tutto sganciate dalla trama principale. Ci vengono così raccontati tutti gli stati d'animo ed i tormenti del Commissario: la sua mania per le donne; il suo amore - forse finito, forse no - per una ragazza che vorrebbe rivedere; la sua passione per il cibo; un fatto oscuro e solo accennato del suo passato che gli ha fatto oltrepassare in modo grave il limite della legalità. Se si aggiunge che il giallo, quando la trama principale viene ripresa tra una divagazione e l'altra, appare assai debole si può tranquillamente dire che il libro non solo non è interessante e coinvolgente, non solo che è noioso ma soprattutto che richiede un enorme sforzo di volontà per portare la lettura a termine.Purtroppo non finisce qui. Vichi infarcisce, del tutto gratuitamente a mio giudizio, le pagine del libro di interminabili viaggi sul suo vecchio "maggiolino" tra la Questura di Firenze ed il suo casale sulle colline dove si è trasferito da poco.

Tutto ciò rallenta il racconto ma è ancora sopportabile. Diciamo, cerchiamo così di farcene una ragione, che l'autore scava nel personaggio per presentarlo a tutto tondo.

A rendere però terribilmente noioso il libro sono una serie di storie che i vari personaggi si raccontano nelle più disparate occasioni. Che sia una cena, una bevuta davanti al caminetto, una passeggiata in campagna ogni occasione è buona per spezzare la trama ed infilarci una storia di guerra, di indagini passate, di vecchie vicende senza capo nè coda spesso drammatiche e moraleggianti ma sempre barbose. Emblematica di tutto ciò è la cena prenatalizia che Bordelli organizza a casa con i suoi amici che viene dilatata quasi all'infinito dalle storie che i partecipanti si raccontano dopo aver finito di mangiare. Ogni partecipante una storia, ogni storia un innumerevole numero di pagine inutili e noiose. Emblematica di tutto ciò è la cena prenatalizia che Bordelli organizza a casa con i suoi amici che viene dilatata quasi all'infinito dalle storie che i partecipanti si raccontano dopo aver finito di mangiare. Ogni partecipante una storia, ogni storia un innumerevole numero di pagine inutili e noiose.

La tentazione di saltare intere pagine, ad esempio tutti i racconti, è forte ma per rispetto dell'autore (non certo della storia in ogni caso debole e compromessa) non l'ho fatto. Resta il dubbio se acquistare un altro libro di Marco Vichi per avere una spiacevole conferma o una gradita smentita.

Pubblicata su Ciao.it: 03/01/15
Pubblicata su Libri e Libretti: 24/08/15

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails