La ragazza inglese

"La ragazza inglese" è una spy story dello scrittore Daniel Silva, anzi, è cronologicamente l'ultima avventura di una serie che ha avuto una discreta fortuna negli Stati Uniti.

Non ho letto o, perlomeno, non ricordo di aver letto gli altri romanzi della serie. Già il fatto che possa averne letti e non ricordarmene illustra in qualche modo l'impressione che mi ha lasciato questo libro.

La storia, pur senza intaccare la suspance della trama, si puo' sintetizzare in poche righe.

Madeline Hart, volontaria del partito al governo nel Regno Unito, ha una brillante carriera politica davanti a sè per le sue notevoli capacitè nonostante un'infanzia povera e difficile. Diventa anche l'amante del Primo Ministro Jonathan Lancaster ma, durante una vacanza in Corsica con alcuni colleghi, scompare misteriosamente. E' stata rapita ed al Primo Ministro arriva una richiesta di riscatto. Per evitare lo scandalo e la fine della propria carriera politica Lancaster si rivolge in segreto a Gabriel Allon, il miglior agente del Mossad, che inizia una lunga serie di ricerche e di operazioni sul campo.

Senza dilungarsi ulteriormente in altri dettagli che potrebbero inutilmente svelare troppo della trama si può dire che, seppur ben strutturato ed articolato, il romanzo ha più di un punto debole.

Ovviamente alcune "licenze poetiche" allo scrittore vanno concesse. Accettiamo quindi l'improbabile utilizzo di un servizio segreto straniero da parte di un primo ministro. Accettiamo che il servizio segreto metta a disposizione il suo miglior uomo ma anche mezzi, denaro, coperture. Accettiamo che ci sia un coinvolgimento della mafia corsa. Accettiamo che la mafia ed i servizi segreti utilizzino un killer spietato inglese scomparso nel nulla molti anni prima. Accettiamo tutto ciò e tanto altro.

Lascia però perplessi la figura di Gabriel Allon ed il suo comportamento. Capisco che una mitizzazione tenda a rafforzare il personaggio e che, specialmente in una serie, serva una figura trainante e fidelizzante ma il superagente del Mossad è davvero un po' troppo super, un po' troppo di tutto (anche la moglie italiana è un po' troppo super). La storia ne soffre e nella fase centrale tende a languire ed a diventare noiosa per poi riscattarsi con un notevole ed inaspettato colpo di scena che ravviva l'attenzione.

Qualche banalità di troppo, qualche figura troppo stereotipata, qualche semplificazione eccessiva, un ritmo altalenante e l'eccessiva sopravvalutazione del personaggio principale che seppur mascherata da dubbi e paure lo rende assai poco simpatico ed un po' comico. Non c'è nulla che non sappia fare, nulla che non sappia risolvere: spionaggio, arte, amore, sentimenti.

Stucchevole la sua integerrima moralità che lo spinge pur di trovare la verità e tenere fede alla parola data a spingersi ancora avanti nelle operazioni quando tutto sembra concluso e chiarito anche se, proprio questa noiosa persistenza, apre al miglior colpo di scena dell'intero romanzo. Leggibile ma non indimenticabile.

Pubblicata su Ciao.it: 05/02/15
Pubblicata su Libri e Libretti: 17/10/15

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails