Il cielo sopra Torino. 1940 e dintorni

"Il cielo sopra Torino - 1940 e dintorni" è un bel giallo scritto da un innamorato della sua città e pubblicato da un editore altrettanto appassionato.

L'autore, Corrado Farina, infatti nasce e vive a Torino fino al suo trasferimento a Roma e della città natale resta sempre innamorato ritrovandola spesso non solo nei romanzi ma anche nel suo lavoro di regista e sceneggiatore cinematografico e televisivo.

L'editore, Mario Fogola, non solo ha dedicato la sua attenzione a Torino (anche con una collana di gialli dedicata alla città) ma è anche stato una presenza costante ed imperdibile della vita letteraria cittadina grazie alla famosissima libreria di Piazza Carlo Felice purtroppo chiusa recentemente.

Il libro si apre nel 1940, immediatamente dopo la dichiarazione di entrata in guerra di Mussolini del 10 giugno, e si conclude sessant’anni dopo, all'inizio dei lavori di preparazione per le olimpiadi invernali del 2006. Una serie di spostamenti in avanti e flashback fanno scorrere il racconto attraverso diverse epoche ma anche attraverso diversi luoghi, da Torino a Trieste ed alla risiera di San Sabba.

Senza entrare troppo nei dettagli del libro che resta pur sempre un giallo e non va quindi svelato, si può dire che il vice-commissario Oddo Olivieri viene incaricato di indagare sull'assassinio di un giovane, Carlo Audisio, studente universitario e fascista emergente, avvenuto su corso Vittorio Emanuele II proprio a pochi passi dal noto monumento al primo re d'Italia.

Le indagini di Olivieri vengono però interrotte abbastanza bruscamente a causa dell'inizio della guerra e della scarsa volontà dell'apparato di approfondire la morte misteriosa di un fascista che aveva una relazione con un'universitaria ebrea. Solo sessanta anni dopo ancora con Olivieri, oramai pensionato ma che non ha dimenticato, il delitto viene risolto e svelato al lettore.

La storia è molto curata dal punto di vista storico e piacevolmente ricca di piccoli dettagli della vita quotidiana, di richiami a personaggi reali e di fantasia (come quelli dei fumetti del Corriere dei Piccoli) dell'epoca ma soprattutto non manca sotto traccia, e forse nemmeno troppo sotto, di riferimenti letterari ed in particolare cinematografici (il titolo stesso è un chiaro richiamo al cinema d'autore) stuzzicanti.

Il libro forse perde un po' di fascino, per chi non ha vissuto nella capitale sabauda e si limita a seguirne la trama ma per chi è torinese (o lo è stato) è davvero molto coinvolgente.


Pubblicata su Ciao.it: 01/02/16
Pubblicata su Libri e Libretti: 17/12/16


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